E’ stato questo lo scopo dell’incontro promosso dalla Coldiretti Benevento cui hanno partecipato il prof. Uggiati dell’Università Partenope di Napoli, l’ingegner Angelo Moreno e la dottoressa Viviana Cigolotti dell’ENEA TER Departement, il presidente provinciale Gennaro Masiello ed il direttore Luigi Auriemma.Un primo incontro, dunque, per verificare se esistono le condizioni per le aziende agricole del Sannio di intraprendere le agroenergie che partendo da prodotti agricoli o sotto prodotti dell’agricoltura sono in grado di produrre energia. L’impresa agroenergetica è un’impresa agricola che coltiva fonti energetiche rinnovabile produce energia rinnovabile e vende la stessa sotto forma di energia elettrica, termica e meccanica. Energia che può essere utilizzata all’interno delle stessa azienda, ma anche da scuole o altre strutture poste nelle vicinanze dell’azienda agricola. Le norme in materia consentono ad un’azienda agricola di produrre e vendere energia, si tratta solo di valutare la convenienza economica che deriva dalla convenienza ambientale, cioè dal vantaggio che arreca questa energia all’ambiente; di questo devono essere consapevoli i legislatori che programmano gli interventi di sviluppo rurale dal 2007 al 2013 per prevedere opportuni contributi per la realizzazione di questi impianti. La produzione di energia si ottiene dall’utilizzo dei liquami zootecnici: un discorso che potrebbe interessare la provincia di Benevento dove secondo Coldiretti esistono 60.000 vacche da latte, 20.000 suini e 700 bufale.Dai dati forniti dall’ENEA perché un impianto possa essere produttivo, cioè economicamente conveniente, non potrà essere inferiore a 50 Kw e per alimentarlo saranno necessari almeno 100 capi. Con questa riunione, dunque, sono state poste le prime fondamenta per avviare questo discorso anche in provincia di Benevento e grazie ai dati forniti dagli esperti i molti allevatori presenti hanno potuto comprendere i vantaggi, ma anche i problemi ancora da risolvere essendo questa una materia nuova legati alla creazione di un impresa agroenergetica. In un breve futuro si avranno ulteriori incontri tra coloro che sono interessati a questo tipo di iniziativa e sarà promossa anche una visita in un impresa agroenergetica già funzionante “Con il termine di agroenergie – ha affermato il direttore Luigi Auriemma – si individua l’energia proveniente da biomasse, biodiesel, bioetanolo o biogas e quello sul biogas è il primo approfondimento che facciamo sulla provincia di Benevento vista la diffusione di allevamenti zootecnici.L’incontro si concluso con l’intervento del presidente della Coldiretti Gennaro Masiello che ha detto: “Il rischio d’impresa c’è ma si tratta di una preoccupazione che evidenzia la necessità di percorre con decisione la strada delle sviluppo delle energie alternative rinnovabili e di accelerare negli investimenti per recuperare i ritardi accumulati nello sfruttamento del fotovoltaico, delle biomasse e dei biocarburanti. L’energia è l’unica filiera che non è strutturata e che noi potremmo strutturare. Come Coldiretti siamo stati contrari alle mega centrali perché riteniamo più utili per le nostre imprese e per l’ambiente le piccole centrali. In quest’ultimo caso l’impatto ambientale è diverso e sono a dimensione d’impresa, perché bastano dai 7 ai 10 imprenditori per mettere in campo l’investimento. E’ opportuno sensibilizzare anche le amministrazioni locali, Comuni e Provincia, per tirarli dentro in questo discorso”.




































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