CARTOGRAFIA GEOCHIMICA AMBIENTALE

Lo comunica l’assessore provinciale all’ambiente dott. Carlo Petriella. L’indagine, la prima esperienza del genere in Italia, viene condotta dall’Università degli studi del Sannio – Dipartimento di Studi Geologici ed Ambientali (DSGA): i responsabili scientifici sono i professori Agostino Zuppetta e Domenico Cicchella. La Cartografia, che sarà accessibile a tutti gli amministratori locali, agli enti strumentali anche in rete grazie ad Internet, riguarderà, per una prima fase, due aree territoriali: la città capoluogo e la Comunità Montana dell’Alto Tammaro. Scopo del progetto di mappatura geochimico-ambientale dei suoli sanniti, come ha spiegato la Dott.ssa Teresa Paola Marrone, nel suo doppio ruolo di ricercatrice e di trait d’union tra il DSGA e l’Assessorato provinciale all’Ambiente, è di realizzare uno strumento di fondamentale importanza per il controllo ambientale in rapporto alla salute dell’uomo. La dott.ssa Marrone ha affermato infatti che verrà in pratica condotta un’analisi, uno “screening” del suolo per individuarne i costituenti chimici: tale Cartografia, in rapporto alla salute dell’uomo, è di tale importanza che alcuni Paesi europei all’avanguardia nel campo delle politiche ambientali l’hanno già realizzata per tutto il territorio nazionale. Ora anche la Provincia sannita vuole dotarsi di questo valore aggiunto di ricerca e di indagine nello sforzo strategico complessivo di raggiungere l’eccellenza europea anche per la realtà meridionale. Nei prossimi giorni il progetto sarà presentato in un apposito Convegno aperto al pubblico alla Villa dei papi.Considerato il livello di urbanizzazione del Sannio, infatti, sembra essenziale controllarne lo “stato di salute”, in generale, per quanto riguarda la qualità dell’ambiente, ma anche per quanto concerne l’agricoltura, ed infine per quanto attiene all’utilizzo sia proprio che sia improprio del territorio (un esempio su tutti: i siti per lo smaltimento dei rifiuti).L’atlante geochimico che risulterà dalle indagini geo-chimiche produrrà sicuri benefici a livello territoriale, perché verrà rappresentata la distribuzione nel terreno di elementi “macronutrienti” (calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio) e “micronutrienti” (rame, cobalto, ferro, manganese, zinco), nonché, tra l’altro, la distribuzione di elementi tossici quali arsenico, berillio, cadmio, cromo, mercurio, piombo. Con riferimento a questi ultimi, è importante sottolineare – sostiene la dott.ssa Marrone – che determinarne i livelli di concentrazione è di vitale importanza perché attraverso gli animali e la vegetazione quegli elementi entrano nella catena alimentare.L’atlante consentirà inoltre di identificare le aree interessate da deficienza di concentrazioni metalliche nei suoli e rappresenterà uno strumento insostituibile per la valutazione delle condizioni di inquinamento degli acquiferi e per una corretta utilizzazione e gestione delle acque sotterranee.Le indagini svolte consentiranno inoltre di evidenziare e caratterizzare la distribuzione degli elementi chimici in corrispondenza di siti utilizzati per lo smaltimento di rifiuti. L’esperienza maturata dai ricercatori proponenti, nell’ambito dei progetti ambientali a livello internazionale, ha mostrato che questo aspetto rappresenta un passaggio fondamentale per una corretta definizione delle aree a rischio da sottoporre a bonifica.Secondo l’assessore Carlo Petriella la Cartografia geochimica-ambientale fornirà guide e strumenti che consentano una corretta programmazione dello sviluppo economico sostenibile e servano a ripristinare e preservare condizioni ambientali ottimali per il Sannio. Pertanto, ha concluso Petriella, questa Cartografia si affianca agli altri strumenti di monitoraggio ambientale che sono stati redatti negli ultimi anni a cura della Provincia (la Carta della Naturalità o la Carta delle frane”).

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