“C’è stato sulla DAD un ricorso al TAR e ci fu una condanna nei miei confronti.
Ieri il Consiglio di Stato ha stablito che con le ordinanze fatte non è stato compromesso il diritto allo studio, ma si è attuata una modalità alternativa che si conciliava con l’equilibrio mondiale a salvaguardia della salute della Regione”.
Lo ha annunciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso della conferenza stampa sul rinnovo di Scuola Viva.
“Con le nostre ordinanze – ha detto De Luca – ci siamo assunti la responsabilità, perché su certe situazioni o facciamo le cose comode o facciamo cose che ci pare giusto fare.
Poi si può ragionare su opinioni diverse, ma muoviamoci su quello che riteniamo giusto per evitare che la società vada a rotoli.
Questa sentenza è una buona notizia, mi avevano chiesto anche un risarcimento”.
“Il presidente della Regione Campania ha considerato non solo la gravità della epidemia in atto ma anche l’intero contesto e, quindi, l’utilizzo dei mezzi di trasporto, l’affollamento per le vie dei ragazzi che si recano a scuola, la situazione del distanziamento negli edifici scolastici”. Questo uno dei passaggi della sentenza del Consiglio di Stato.
I giudici considerano che “non essendo conosciuti – si legge – né prevedibili con certezza i rischi indotti dalla frequenza della scuola in presenza, l’azione dei pubblici poteri ben può e deve tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, a tutela del valore primario della salute”. Sottolineato il “criterio prudenziale di prevenzione e rigore” nelle decisioni del governo campano.
(ANSA).








































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