Ancora non si placa l’indignazione della cittadinanza per quanto portato alla luce dall’inchiesta delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura, sulla gestione delle mense (fino al 2015) scolastiche e per alcuni malati ricoverati in strutture della Asl a cui si forniva cibo riciclato e smozzicato, ed ecco che si accende una nuova polemica: associazioni, come “Altrabenevento”, genitori ma anche lo stesso Comune di Benevento scendono in campo contro la decisione della nuova cooperativa che gestisce la mensa scolastica in città la quale “ha ordinato con un provvedimento scritto ai propri dipendenti di vietare l’accesso ai refettori della scuola ai bambini che non usufruiscono del servizio mensa. Nella disposizione si legge “che nei refettori in cui si consumano i pasti per il servizio di mensa scolastica non deve essere consumato nessun altro alimento che non sia fornito dalla scrivente ditta”. “Si tratta – commenta l’associazione Altrabenevento – di un comportamento gravissimo, un vero abuso che non può essere tollerato. Alcune sentenze dei magistrati civili piemontesi, valide su tutto il territorio nazionale, hanno riconosciuto il diritto dei genitori che non aderiscono al servizio di mensa scolastica, di fornire ai propri figli il pasto portato da casa”. Anche il sindaco Clemente Mastella interviene dicendo che “il Comune sarà al fianco delle famiglie”. “Faremo valere – aggiunte il primo cittadino – il diritto di tutti i bambini ad accedere regolarmente ai refettori scolastici”. Il Movimento 5 Stelle di Benevento, in una nota a firma dei due consiglieri comunali sanniti, dopo le dichiarazioni rese dal procuratore Giovanni Conzo sulla gestione della mensa negli scorsi anni, ha infine sollecitato un intervento del M5S nazionale, che già nel 2015 era intervenuto con una interrogazione parlamentare ai ministri Lorenzin e Giannini.







































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