Prosegue la ripresa dell’economia campana che tuttavia, rispetto al 2016, nei primi mesi del 2017 registra un’attenuazione. Questa la fotografia che emerge dall’aggiornamento congiunturale presentato dalla Banca d’Italia sullo stato di salute dell’economia della Campania, illustrato dal direttore della sede napoletana Antonio Cinque e dal responsabile della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale, Paolo Emilio Mistrulli. La crescita, nel primo semestre dell’anno, si è tradotta anche in aumento dell’occupazione che segna un + 3,2 per cento, dato superiore alla media italiana che si attesta sull’1,1 per cento e al Mezzogiorno fermo allo 0,7 per cento. Tuttavia, il tasso di disoccupazione continua ad aumentare passando dal 20,2 del 2016 al 21,5 del 2017. Un dato che l’analisi della Banca d’Italia spiega con l’ingresso nel mercato del lavoro di quanti (+ 11,8 per cento) fino a poco tempo fa avevano rinunciato a cercare un’occupazione che è trainata soprattutto dall’industria (+ 6 per cento) e dai servizi (+ 2,9 per cento). Un’occupazione basata soprattutto su contratti a tempo determinato sebbene le assunzioni a tempo indeterminato registrino una crescita grazie alle trasformazioni contrattuali spinte dagli incentivi per il Mezzogiorno. Motori della ripresa dell’economia regionale sono il settore manifatturiero e dei servizi, soprattutto quelli legati al turismo la cui spesa è cresciuta del 16,1 per cento, mentre prosegue l’andamento negativo delle costruzioni che in prospettiva potrebbero beneficiare della ripresa dei bandi per la realizzazione di opere pubbliche. Unica nota positiva del comparto edile è il settore immobiliare che nei primi sei mesi del 2017 ha registrato un incremento delle transazioni del 9,4 ma i prezzi delle transazioni ”sono ancora lontani da quelli pre crisi”. Ridotta la spinta alla ripresa che veniva dall’export di prodotti campani che passa dal 2,9 del 2016 al 2,3 attuale. Un calo dovuto principalmente all’andamento negativo del settore alimentare ( – 3,3) e dell’aerospazio ( – 7,6). Sul fronte dell’accesso al credito, le condizioni restano ”positive” con tassi ”ancora in discesa” anche perché – come ha spiegato Mistrulli – ”la rischiosità delle imprese si è attenuata”. Ed è ”in espansione” la domanda di finanziamenti sia per le imprese che per le famiglie. Le previsioni del rapporto parlano di una crescita che dovrebbe proseguire anche nel 2018 sebbene gli effetti della lunga crisi economica ”devono ancora essere riassorbiti”. La Campania, infatti, tra il 2007 e il 2015 ha perso 14,9 punti percentuali di Pil, superiore sia al Mezzogiorno (7,9) che all’Italia (11,9). (ANSA).






































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