ARCHEOCLUB APICE . SUCCESSO PER “IL BORGO ED IL FIUME”. 

 L’evento de “Il Borgo e il Fiume” ha accresciuto nel corso degli anni la sua importanza e la sua popolarità grazie alla qualità delle risorse messe in campo. Si tratta sicuramente di uno tra i principali eventi dedicati alla paesologia, all’ambiente e ai beni culturali presenti in Regione Campania.

Negli anni, Il Borgo e il Fiume ha visto come ospiti intellettuali, attivisti, artisti, professori, amministratori, memorie storiche, associazioni e liberi cittadini. Ne ricordiamo alcuni: il regista Pippo Mezzapesa, autore del film Il Bene mio, girato ad Apice Vecchia con protagonista Sergio Rubini; lo scrittore, poeta e paesologo Franco Arminio; il cantautore Marcello Colasurdo; l’accademico tedesco Nico Dorig, promotore di una delle più importanti rivoluzioni green europee sul fiume Isar a Monaco di Baviera; Mimmo Paladino, artista, pittore e scultore di fama internazionale, tra gli esponenti più importanti della transavanguardia italiana.

L’evento ha pertanto lo scopo, attraverso lo studio e il confronto di buone pratiche nazionali ed europee, nonché sollevando le criticità del territorio, di promuovere il riavvicinamento della popolazione ai luoghi fondanti della comunità: il borgo di Apice Vecchia, il fiume Calore, Il Ponte Appiano e il paesaggio circostante, così da incentivare modelli di sviluppo socioeconomico coerenti al contesto.

 

IL BORGO E IL FIUME 6

– Il Borgo e il Fiume 6 si è svolto il 20 e 21 luglio scorsi. Il 20 luglio è stato riproposto come lo scorso anno il teatro fluviale, presso il Ponte Appiano, in località Morroni, Apice. Il teatro fluviale è una rappresentazione unica nel suo genere che è stato ideato e proposto per la prima volta in assoluto e in via sperimentale ad Apice dalla locale sezione dell’Archeoclub.

LAVANDAIE

Non è soltanto una rievocazione – commenta l’Archeolcub di Apice – ma un qualcosa che speriamo possa andare oltre, è una forma di riavvicinamento e riappropriazione di un luogo che in passato brulicava di persone e di bellezza ambientale; si è visto in tutte le donne che hanno partecipato e in quelle che hanno vissuto quei momenti da bambine un richiamo antico e potente, testimonianza vivente del profondo legame che univa le persone al fiume e sperando di risvegliarlo nella comunità. Il fiume un tempo costituiva infatti una ricchezza per il paese, una risorsa inesauribile, perché produceva benessere economico, sociale, ludico, artistico e sportivo. Altra risorsa economica e sociale era rappresentata dal lavoro svolto nelle acque del fiume, dalla lavandaia, una figura che è stata per moltissimo tempo, parte importante del quotidiano comune della gente. Un tempo in ogni famiglia c’era una lavandaia e il suo compito principale era quello di lavare i panni sporchi del marito e dei figli. Alcune donne poi, per necessità, trasformarono quest’attività in un vero e proprio mestiere, svolto presso le famiglie benestanti e presso famiglie in cui la donna di casa era ammalata e non poteva lavare i panni. Fare il bucato al fiume significava anche socializzare,  in effetti il rito del bucato al fiume, era per le donne, anche se faticoso, un momento d’incontro e un luogo di aggregazione femminile, occasione e luogo di litigi e di dicerie, si scambiavano consigli e pettegolezzi, si partecipava alle gioie e alle disgrazie delle une e delle altre, si cantavano canzoni nostalgiche e patriottiche, strambotti ironici e amorosi, si rideva e, spesso, si rifletteva sulla “disgraziata” condizione delle donne

Dopo le Lavandaie, è stata realizzata una rievocazione storica a tema romana, la prima ai piedi il Ponte Appiano di Apice.  Tale rievocazione ha visto infatti la presenza di artigiani dell’epoca, musicisti e figuranti del periodo.

 TALK SHOW E INTERVENTO IN PRESENZA DELL’ONOREVOLE FRANCESCO EMILIO BORRELLI

 Il 21 luglio è andato in onda il consueto talk show in diretta streaming che ha visto anche quest’anno un importante parterre di ospiti del mondo accademico e delle istituzioni, a cui ha partecipato in presenza e sotto scorta l’onorevole Francesco Emilio Borrelli.

Insieme al parlamentare sono stati affrontati diversi aspetti che riguardano le criticità ambientali del territorio sannita situato nel Medio Calore: dagli sversamenti abusi nel Fiume, segnalati dall’Archeoclub all’Arpac Regione Campania, proprio in prossimità del Ponte Appiano, prossimo a diventare patrimonio Unesco,  alle diffuse pratiche illegali di prelievi di inerti dal letto del fiume, alla tutela degli alberi e del verde pubblico, minacciato da tagli e sostituzioni al momento fermate grazie anche all’intervento dell’ordine degli agronomi di Benevento, a progetti di recupero del centro storico di Apice compatibili e sostenibili. Con l’onorevole Borrelli si è raccontato il modello Bacoli del giovane sindaco Josi Gerardo della Regione, che sarebbe dovuto essere anche lui in presenza, ma che per motivi personali non ha potuto raggiungere l’antico borgo normanno. La presenza di Borrelli, da anni impegnato in lotte per l’ambiente e contro le ecomafie, è stato un segnale di grande vicinanza e sostegno alle iniziative di tutela ambientale dell’associazione sannita.

Si ringraziano i  Maestri cestai Gerardo Malfeo e Franca Molinaro, l’azienda agricola Biolu di Nadia Savino, il Maestro calzolaio Antonio Martori, l’associazione Ars Mercatorum, l’associazione i Menestrelli del Borgo, il gruppo delle Lavandaie, i fratelli Licciardi.

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