CIDEC:LA CAMERA DI COMMERCIO APPARTIENE ALLE IMPRESE.

Questa volta lo fa dando mandato ad un legale per difendere il: “decoro, buon nome, l’immagine giuridico-istituzionale degli Organi e dell’apparato burocratico”. Ha infatti voluto ravvisare nell’azione congiunta esercitata legittimamente nell’interesse della classe imprenditoriale da ben 7 sigle sindacali, una “offesa alla reputazione del Presidente, della Giunta, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Segretario Generale che si rifletterebbe direttamente sulla dignità dell’intera Camera di Commercio” (!)

Con questa sconcertante decisione ha inutilmente buttato migliaia di euro che potevano essere sicuramente utilizzati in favore delle imprese.

Eppure sarebbe bastato prendere consapevolezza che chi svolge un mandato pubblico incorre facilmente anche in simili richieste da parte di esponenti o rappresentanti della parte avversa, senza tuttavia che ci si possa sentire offesi per l’ insussistenza di alcun intento diretto a colpire, sul piano individuale, le figure morali degli amministratori. Dunque, dov’è l’offesa ?

Sarebbe bastato veramente poco agli amministratori camerali considerare le nostre critiche come la più classica manifestazione, forse la più vera, di libertà di espressione delle idee, indispensabile in un contesto democratico per una efficace circolazione del pensiero degli uomini. Un'occasione in più, anche per stimolare il dibattito democratico tra ciò che è e ciò che dovrà essere la Camera di Commercio di domani.

La CIDEC è certa che le imprese avrebbero preferito tutt’altro atteggiamento, come ad esempio amministratori in grado di confutare le critiche ricevute con argomenti diretti a dimostrare il contrario e sicuramente recuperando lo stile istituzionale di un tempo che ha sempre contraddistintol’Ente in situazioni di ben altra criticità.

Ricordiamo ai distratti amministratori camerali, ed a quelli di controllo, che chi continua a ledere gravemente il decoro, il buon nome e l’immagine con proprie dichiarazioni sono solo gli amministratori camerali che, ripetutamente, anche sulla Stampa, evidentemente neanche conoscono che CIDEC in Campania, così come le altre sigle facenti parte di IMPRESE PER IL SANNIO sono presenti nel costituendo Consiglio camerale di Avellino, Napoli e nella Giunta camerale di Salerno.

Come possono forze sindacali così importanti, protagoniste del mondo associazionistico nazionale, essere considerate prive di rappresentatività?

Sarebbe auspicabile, pertanto, evitare l’utilizzo di espressioni acri, accese, di impatto emotivo e oggettivamente offensive, sfocianti in aggressioni gratuite ed immotivate riferite pure alla sfera privata di chi ne è destinatario, colpendone l’onore, il decoro e la reputazione. 

L’ importante accordo sindacale, anche interprovinciale, raggiunto nell’anno 2014 da CONFCOMMERCIO, CIDEC Benevento ed Avellino, FAPI Irpinia-Sannio, UNIMPRESA Irpinia-Sannio, CASARTIGIANI Benevento ed Avellino, CONFAZIENDA Irpinia-Sannio, AICAST Irpinia-Sannio ci rende protagonisti nel prossimo futuro anche in vista delle previste competizioni con altre realtà territoriali alla luce del detto che “l’unione fa la forza”.

Il nostro Patto per le Imprese –ha dichiarato il vertice di CIDEC- prevede innanzitutto che le attrici delle trattative di fusione siano direttamente le imprese attraverso le loro vere rappresentanze sindacali.

Riteniamo che degno e valido rappresentante dei propri associatati è chi sa effettivamente interpretarne i bisogni, a prescindere del ruolo o meno che occupa all'interno delle Istituzioni.

E’ con questo spirito che essenzialmente ci apprestiamo a vivere la nuova stagione della fusione con Avellino.

Si tratterà di un processo ragionato e da condividere che condurrà soprattutto alla salvaguardia delle specificità territoriali dei sistemi produttivi irpino e sannita ai quali è diretta l’azione di servizio svolta dalle Camere di Commercio; sarà una fusione senza vincitori nè vinti da cui nascerà un nuovo Ente che, rispettoso delle reciproche identità, garantisce i criteri sulla spending review attraverso l’ ottimizzazione delle azioni di supporto alle imprese, soprattutto di piccole dimensioni.

Auspicabile che anche la politica faccia la sua parte impegnandosi a promuovere le azioni necessarie utili al sostegno dell’imprenditoria irpina-sannita costituita prevalentemente da piccole imprese; una "politica" che non deve più privilegiare gli elementi di pregiudiziale contrapposizione ma deve piuttosto animare il confronto, anche dialetticamente aspro, segnale concreto di una nuova stagione per l’imprenditoria e per le dinamicità territoriali.

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