Questo il credo musicale di Goran Bregovic, che al pop-rock degli esordi (“Il rock aveva all’epoca un ruolo fondamentale nella nostra vita. Era l’unica possibilità per poter esprimere pubblicamente il nostro malcontento senza rischiare di finire in galera, o quasi”) fonde da tempo una mistura sonora fatta di polifonie bizantine e di campionamenti elettronici, di brass band gitane e di chitarre elettriche…tutto al servizio di ritmi trascinanti, da cui è letteralmente impossibile non lasciarsi coinvolgere per poi scatenarsi a danzare !Divenuto giovanissimo l’idolo della gioventù jugoslava con ben 6 milioni di dischi venduti, Goran si trasferisce poi tra Parigi e gli U.S.A. dando vita alle celebri colonne sonore composte per l’amico fraterno Emir Kusturica: “Il tempo dei gitani”, “Arizona Dream” e soprattutto”Underground”, che gli conferisce notorietà mondiale (sue sono pure – tra le tante – le soundtrack de “La Regina Margot”, di “Train de Vie”, de “I giorni dell’abbandono”…) . In seguito, complice la conflittualità ingeneratasi con lo show-biz hollywoodiano, prende ad esibirsi soprattutto dal vivo con la propria band – la Wedding & Funerals Band – e con complessi via via arricchiti di ensemble classici, di poderosi percussionisti, di voci bulgare…”Il cambiamento è avvenuto in me quando ho scoperto di essere un musicista provinciale. In realtà lo sapevo già, ma non avevo mai provato a farmene una ragione. Poi ho scoperto che c’era qualcosa di buono in questa provincialità, perché significava soprattutto legame con la mia tradizione; dovevo solamente cambiare modo di esprimere tale legame. Quando iniziai a viaggiare per il mondo e vidi in Thailandia, come in Polonia e altrove, dei gruppi rock’n’roll assolutamente ridicoli, allora capii che quel tipo di provincialità era totalmente schiava di modelli imposti dall’Occidente e dall’America in particolare. Poi ho scoperto che, anche se fossi stato il compositore più stonato del mondo, avrei dovuto essere fiero di questa mia ‘tipicità’, perché in essa sarei riuscito ad esprimere la mia più genuina identità culturale.” Per Colori Sonori il grande Goran presenta il suo nuovo progetto, “Alkohol: Rakija e Champagne”, uno spettacolo che – dice – “si gusta come un drink”: «Alkohol è diviso in due parti: la prima, Rakija (pronuncia “Rakia”), come la bevanda alcolica nazionale serba, il brandy alla prugna, quello che si beve al Festival di Guca, quando anche sotto il caldo torrido si mangia carne con crauti acerbi, si beve, si ascolta musica e si beve ancora… canzoni quindi che dovrebbero essere ascoltate e danzate sotto l’effetto di forti superalcolici..;. lo Champagne potrebbe invece accompagnare le atmosfere più soffuse della seconda parte. Due modi diversi di godersi la vita !» COSTO BIGLIETTO EURO 15 PER INFO 082447037





































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