A Reino purtroppo non si riscontra, così come è avvenuto in altre realtà ( V. la Valle telesina), una adeguata presa di coscienza del problema. Unici tra tutti gli amministratori comunali della provincia di Benevento quelli della maggioranza consiliare reinese (a parte un solo astenuto) continuano a dichiarasi favorevoli al bruciatore a biomasse (V. consiglio comunale del 2.08.07). A mio parere bisogna opporsi ai megainceneritori di Reino e S. Salvatore Telesino non tanto – o solo – perché potrebbero rivelarsi un escamotage per bruciare le ecoballe locali o i rifiuti del Nord Italia ma, principalmente, proprio in quanto inceneritori, indipendentemente dal combustibile che eventualmente potrà usato ( biomasse o rifiuti). Bisogna insomma che si affermi la consapevolezza che ormai è tempo di allinearsi a quella strategia (europea) di sviluppo sostenibile che sia per la produzione di energia (centrali a biomasse di Reino e S. Salvatore Telesino ) che per lo smaltimento dei rifiuti non vede più in un’attività consistente nel “bruciare” una strada percorribile , poiché così facendo anche il prodotto più innocuo, una volta immesso in un processo di combustione ad altissime temperature, 24 ore su 24, 365 gg. su 365, si trasforma in qualcosa di estremamente nocivo generando fumo, polveri, ceneri, vapori (il prof. Montanari, scienziato di fama internazionale, insegna). Chi lancia accuse di oscurantismo dovrebbe sapere che oggi per creare energia e lavoro la vera modernità sta nel sapere coniugare armonicamente lo sviluppo con la sicurezza, rispettando e non stravolgendo le peculiari vocazioni di crescita di ciascuna comunità. Bruciare biomasse in modo sconsiderato, con dei megaimpianti simili a quelli progettati per Reino e S. Salvatore Telesino , non mi sembra che voglia dire – come qualcuno di recente ha affermato – tornare al Medio Evo. Forse allora che può essere definita medioevale una regione come la Lombardia che per ridurre l’inquinamento, con delibera G.R. n. 3398/06, ha vietato di bruciare biomasse sia all’aperto che all’interno per il periodo ottobre 2006 – marzo 2007. Invece che ricevere anatemi chi difende la sicurezza e la salubrità delle nostre zone vorrebbe avere risposte chiare e puntuali sui tanti oscuri perché (V. lettera aperta del prof. Martella – il Sannio del 30.08.07) di questa politica dell’ “ incenerimento” intrapresa nella nostra Provincia. Angelo Mario Calzone portavoce del Comitato per la difesa della Valle del Tammaro “ Aria Pura”





































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