Sono “un centinaio i medici no-vax in Italia, su 460mila camici bianchi”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini
dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). “Stiamo parlano di pochissimi colleghi. La stima che facciamo, perché non c’è un dato esatto, è che ci sia un caso ogni Ordine provinciale, quindi un centinaio. Ma è davvero una cifra ridicola rispetto al totale”, precisa.
Ieri è partito il V-Day in Europa e in Italia si è scatenata la polemica sul fatto che gli operatori sanitari possano rifiutare la vaccinazione ora volontaria. “Dobbiamo essere chiari – sottolinea Anelli – L’ambito deontologico del medico prevede il dovere di
tutelare la salute e l’integrità psico-fisica come bene fondamentale dell’uomo. Questo ieri era esercitato utilizzando gli strumenti di protezione individuali e oggi nell’emergenza Covid-19 a questi si aggiunge un’arma più potente, il vaccino. Usarlo è un dovere ed è previsto, appunto, dal codice deontologico che ogni medico conosce”
Anelli interviene anche sul dibattito tra obbligo o meno per le vaccinazioni anti-Covid per la popolazione. “Rendere il vaccino obbligatorio per tutti è molto complesso – osserva il
presidente della Fnomceo – L’articolo 32 della Costituzione prevede
che a nessun cittadino sia imposto un trattamento sanitario contro la
sua volontà. Un larga giurisprudenza ci dice che l’eccezione può
essere superata con una legge che tenga conto dell’interesse della
collettività ma questa valutazione spetta al Parlamento”.
“Ci sono esperienze pilota che potrebbero essere usate, in alcune
Regioni ci sono reparti ospedalieri che prevedono come requisito per
lavorarci di essere vaccinati, può essere una strada su cui
confrontarsi”, conclude.
(Frm/Adnkronos Salute)






































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