Non è dato sapere in che modo e con chi. Di certo c’è solo che il Sindaco, che ha imboc-cato il viale del tramonto, non si rassegna a essere messo ai margini. E, allora, come ave-va fatto in occasione delle elezioni regionali, metterà in pista una sua lista alle ammini-strative per provare a contendersi l’egemonia politica col dominus del Pd cittadino e pro-vinciale, Umberto Del Basso De Caro. Al cospetto dei giornalisti, infatti, il sindaco Pepe non lo ha mai citato, eppure in conferenza stampa era proprio lui il convitato di pietra, presente nelle allusioni e nei non detti. Per di più, nell’Aula consiliare, a Palazzo Mosti spiccava l’assenza di Raffaele Del Vecchio, attuale vicesindaco Pd, decariano, candidato in pectore alla poltrona di primo cittadino. È sembrato quasi che Del Vecchio, in un mal-destro e disperato tentativo di ricostruirsi un’improbabile verginità politica, si sia voluto smarcare dalle responsabilità della deriva in cui è stata spinta la città di Benevento. Re-sponsabilità che, invece, condivide appieno con Fausto Pepe.Sono serviti novanta minuti al sindaco Pepe per raccontare i suoi due mandati. Ha de-scritto, vacillando tra il grottesco e il senso del ridicolo, la città dei sogni che lascia ai be-neventani. Mica la città che è in coda a tutte le classifiche, prima fra tutte quella sulla qualità della vita, mica la città in cui è altissimo il livello delle polveri sottili nell’aria, mi-ca la città in cui si è consumata ai danni dei più piccini la vicenda paradossale del servi-zio mensa, mica la città in cui scelte scellerate hanno messo in ginocchio l’azienda pubbli-ca dei trasporti. Alle parole del Primo cittadino hanno fatto eco, pesanti come un macigno, le contesta-zioni dei cittadini presenti nella Sala del Consiglio. Dieci anni di promesse e impegni di-sattesi hanno lacerato profondamente diversi segmenti della popolazione beneventana. Il vento è cambiato. E Fausto Pepe ne è consapevole, benché abbia provato sbrigati-vamente a liquidare le critiche. L’analisi del panorama politico in vista del voto del 2016 gli ha restituito uno scenario in cui si presentano due sole alternative, che prescindono dalla contrapposizione fra Destra e Sinistra. La contrapposizione – è risaputo – è ormai solo di facciata e strumentale alla spartizione delle poltrone a tavolino dopo il voto. Un saggio ci è stato dato da Roberto Capezzone, storico esponente della destra beneventana, che, invece di opporsi, ha puntellato l’amministrazione Pd in momenti decisivi. Il MoVi-mento Cinquestelle è l’unica forza in grado di scardinare il vecchio sistema del privilegio. Un sistema che è allarmato, temendo di perdere i propri benefici, e stringe quindi accordi capestro, come quelli del PD con i “grandi elettori” Quarantiello, Trusio e De Pierro, ed è impegnato a costruire decine di liste che facciano capo a Fausto Pepe, a Umberto De Bas-so De Caro, a Clemente Mastella, a Nunzia De Girolamo. L’obiettivo è comune: tutto pur di vincere al primo turno. Del resto, lo ha sottolineato più volte lo stesso sindaco Pepe in conferenza stampa, Benevento è sotto la minaccia della vittoria del MoVimento 5 Stelle, in primavera, alle elezioni amministrative. Il M5S non si limita ad esercitare una critica sterile e parolaia. In questi mesi ha lavo-rato alla redazione di una Bozza di Programma che, a partire da gennaio, sarà sottoposta alla città, per essere discussa, emendata, integrata, e costituire la base di un progetto al-ternativo di amministrazione della città che segni una discontinuità radicale rispetto ai decenni passati e consenta a Benevento «di riveder le stelle» su alcune idee-chiave: tra-sparenza, partecipazione, legalità, tutela dell’ambiente. La primavera sta arrivando. Grilli Sanniti






































ARTICOLI CORRELATI