E puntualmente ci ritroveremo al capezzale della Città Spettacolo che fu, uniti nel pianto greco che si infrange su “il popolo lo vuole!”.
Dismettendo per un attimo l’abito nero e la nostalgia anche un po’ egoriferita (saranno gusti vostri e siete sempre di meno…), viene da chiedersi quale sia oggi il senso della rassegna cittadina, se sia attrattiva oltre Sferracavallo.
Questa la prima parte della considerazione della consigliera comunale di opposizione a Palazzo Mosti Giovanni Megna.
Se riesca a richiamare ancora accenti non indigeni che un tempo affollavano le nostre strade a fine agosto.
Una prima riflessione da bar (l’ora è giusta) si potrebbe fare sui nomi di punta, Geolier e Morandi.
Il primo suonerà (gratis) nella vicina e meglio collegata Avellino, il secondo solo la settimana prima della tappa beneventana, sarà in provincia di Caserta e i cartelloni di quello spettacolo (non del nostro) campeggiano da tempo su via Marina a Napoli.
Magari mi sbaglio e arriveranno spettatori anche da fuori regione, invaderanno alberghi e ristoranti, e non li vedremo per gli occhi stanchi del pianto.
È su questo però che potremmo riflettere, alla fine è sempre o anche una questione di marketing – conclude Giovanna Megna.






































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