"Tra questi paradossi – secondo D'Agostino – rientra certamente il caso del collegio di Campania 2, che ricomprende le province di Avellino e Benevento con la esclusione di nove comuni (Avella, Domicella, Lauro, Marzano di Nola, Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Quindici, Sperone e Taurano, tutti del territorio irpino) che sono stati aggregati al collegio Campania 5, che ricomprende invece comuni della sola provincia di Napoli. Il paradosso appare ancora più grave se si consideri che nella versione originaria del collegio Campania 2 i comuni sottratti alla provincia di Avellino erano 13 (i 9 sopra elencati più Baiano, Mugnano del Cardinale, Quadrelle e Sirignano). Nonostante le sollecitazioni dei sindaci dei 13 comuni interessati e di tutti i parlamentari irpini, il Governo ha ritenuto di "salvare" per il collegio di Campania 2 soltanto gli ultimi 4 comuni citati, in base a quali criteri è davvero difficile capire. È indispensabile, per la omogeneità sociale, politica e dei servizi pubblici primari – conclude D'Agostino – che tutti e 13 i succitati comuni della provincia di Avellino rientrino nel collegio di Campania 2: soltanto motivi elettoralistici di bassissimo profilo potrebbero diversamente giustificare una scomposizione tanto irrazionale del territorio irpino".





































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