Non si può escludere che scosse più forti della principale possano essere avvenute anche dopo il terremoto del 1980 in Irpinia, ma questo si può solo dedurre da misure fatte a posteriori perchè i sismografi attivi allora erano appena tre, contro le centinaia della rete sismica nazionale gestita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanaologia (Ingv), ai quali si aggiungono almeno 30 stazioni mobili installate dopo i terremoti del 24 agosto e del 26 ottobre. Dopo la prima scossa del terremoto in Irpinia, di magnitudo Richter 6,5, “sono avvenuti probabilmente più fenomeni a distanza di poche decina di secondi l’uno dall’altro, ma solo adesso, sulla base di studi scientifici fatti a posteriori, sappiamo che erano state scosse separate. Questo perchè allora non c’erano gli strumenti complessi che abbiamo oggi”.






































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