Vicenda Pini, Perifano: “Mancano chiarezza e trasparenza, abbondano invece le incongruenze”

 

“Sulla vicenda dei pini del viale Atlantici continuano a emergere incongruenze. Non che ci sia da meravigliarsi: siamo partiti con un’amministrazione che si proponeva di piantare 300mila alberi per combattere l’inquinamento e “fare come Milano”, e siamo finiti con la stessa amministrazione che ha deliberato addirittura di abbattere 350 pini!”.

Così Luigi Diego Perifano, candidato sindaco di ‘Alternativa per Benevento’.

Fortunatamente, come noto, – prosegue – il tempo ha dato ragione alle associazioni civiche che negli anni si sono opposte a questo scempio, e grazie all’intervento della Procura della Repubblica il taglio potrebbe riguardare al massimo 24 pini, peraltro da sostituire con altri di identica specie. Insomma, fra una parata elettorale e l’altra, stavano per essere abbattuti, per volere della Giunta Mastella, 326 alberi ritenuti non pericolosi dai vari periti interpellati. L’ultima parola, tuttavia, sul taglio dei pini la deve dire la Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti ed il Passaggio, ovvero l’autorità competente al rilascio delle occorrenti autorizzazioni.

Ebbene, – aggiunge ancora Perifano – è di stamane la conferma di come tutta la vicenda sia stata gestita in maniera più che discutibile: il presidente dell’associazione ‘Benevento Città Verde’, Ambner De Iapinis, infatti, ci fa sapere che il Comune di Benevento non ha mai inviato alla Soprintendenza la consulenza tecnica redatta dagli esperti incaricati dalla Procura. Come è stato possibile? Come spiegare tale “dimenticanza”? Perché non mettere la Soprintendenza in condizioni di conoscere, ai fini della valutazione finale, tutti gli aspetti tecnici della questione, specie considerandone la rilevanza sia per la pubblica opinione che per la stessa Autorità giudiziaria?

La spiegazione, però, è a portata di mano: in quella perizia la decisione dell’amministrazione, di effettuare, come poi accaduto, il taglio immediato di numerosi pini è stata definita “avventata e oscura”. E certamente – conclude Luigi Diego Perifano – non fa piacere dover constatare che la città è nelle mani di chi la trasparenza magari la predica, ma, stando ai fatti, sicuramente non la pratica!”

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