Comitato Sannita per la legge Zan. Appello alle senatrici sannite per la legge Zan

LOS ANGELES, CA - JUNE 13: A defiant fist is raised at a vigil for the worst mass shooing in United States history on June 13, 2016 in Los Angeles, United States. A gunman killed 49 people and wounded 53 others at a gay nightclub in Orlando, Florida early yesterday morning before suspect Omar Mateen also died on-scene. (Photo by David McNew/Getty Images)

Il 7 aprile, nella commissione Giustizia del Senato, si voterà il Disegno di Legge Zan contro l’omolesbobitransfobia, che mira a punire chi commette violenza o incita a commettere violenza nei confronti di un’altra persona sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.

Se approvato, istituirebbe una pena che va fino a diciotto mesi di reclusione per chi commette violenza e lo stanziamento di fondi per i centri anti-discriminazione e per le strutture che si occupano di prestare assistenza alle vittime dei reati di odio.

Il 17 maggio, inoltre, in occasione della Giornata contro l’omolesbobitransfobia, le scuole di ogni ordine e grado si impegneranno ad inserire nella propria offerta formativa iniziative di sensibilizzazione sul tema.

Il Ddl, dopo l’approvazione alla Camera avvenuta lo scorso novembre, è fermo in Senato.

Nel frattempo, in Italia si sono verificati numerosi atti di omolesbobitransfobia, ultimo dei quali quello che ha visto protagonista una coppia di ragazzi, pestati nella stazione di Valle Aurelia a Roma. Il video dell’aggressione ha fatto il giro del Paese, suscitando reazioni indignate anche da parte di esponenti di quegli stessi partiti che di fatto stanno ostacolando l’approvazione di una legge che servirebbe ad arginare episodi di questo tipo, ritenendola “non prioritaria”.

L’emergenza globale dovuta al COVID-19 ha sovvertito l’ordine delle priorità, eppure proprio la pandemia ha fatto registrare un aumento degli atti di intolleranza e di violenza di genere.  Secondo alcuni studi, inoltre, la recessione causata dal COVID-19 potrebbe aumentare la discriminazione delle persone LGBTQIA+ e le problematiche di salute mentale connesse al minority stress.

Per queste ragioni, riteniamo che non possa essere considerata non prioritaria una questione legata alla salute di milioni di cittadini e cittadine.

Come Comitato Sannita per la legge Zan, siamo consapevoli che la battaglia per i diritti sia solo parziale rispetto alla lotta quotidiana che ognun* di noi porta avanti per affermare la sua soggettività̀ senza essere attaccat*, e che la legge Zan ha dei limiti politici, come quello della prigione, che ci batteremo perché́ vengano superati nel futuro. Se ad oggi ci accontentiamo della sua parzialità̀ e limitatezze è unicamente perché́ ne riconosciamo l’urgenza.

È chiaro che tutto ciò non basti, che la lotta contro le discriminazioni non si esaurisca in Parlamento, ma che sia un lavoro quotidiano da portare avanti attraverso l’educazione alla diversità e attraverso la costruzione di comunità accoglienti.  Tuttavia, questa legge rappresenta un passo significativo di cui questo Paese ha bisogno.

Pertanto, lanciamo un appello alle senatrici sannite affinché si impegnino nella ricalendarizzazione e nell’approvazione del ddl Zan, una legge che non ha a che fare con le appartenenze partitiche, quanto piuttosto con quei diritti inviolabili che la Repubblica italiana si impegna a riconoscere e garantire.

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