“A 60 anni dalla Carta di Gubbio: dall’archeologia alla storia della città”. Esperti a confronto all’UniFortunato di Benevento

Con l’obiettivo di rilanciare la Carta di Gubbio approvata 60 anni fa per la salvaguardia e il risanamento dei centri storici, si è svolto il seminario “A 60 anni dalla Carta di Gubbio: dall’archeologia alla storia della città”, presso l’Università Giustino Fortunato di Benevento. 

Si è trattato del secondo dei seminari propedeutici al Convegno Nazionale in programma il 6 Novembre a Roma, organizzato da Italia Nostra, associazione di salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali, in collaborazione con le Università Lumsa, “Giustino Fortunato” e la Scuola Superiore di mediazione Linguistica di Benevento per il 60esimo anniversario della firma del documento.

La giornata si è aperta con i saluti del Prof. Giuseppe Acocella, Magnifico Rettore Università “Giustino Fortunato”: “L’Università è molto attenta a questi temi, tanto che ha promosso da anni un Centro di Ricerca sul Patrimonio Culturale che ha valorizzato l’Arco di Traiano in modo significativo. Visto che l’università è sede primaria di conoscenza e sviluppo consideriamo questa tappa fortemente significativa”. L’Unifortunato, ha detto ancora il rettore, “ha sede in questa città, Benevento, che non è tra gli 8 comuni che 60 anni fa sottoscrissero la Carta di Gubbio, ma vogliamo che Benevento sia partecipe del suo rilancio attraverso la nostra presenza. Questo prova che l’Università non è solo didattica ma deve essere centro di ricerca e noi, pur non avendo corsi specifici di archeologia o legati a questi temi, stiamo valorizzando molto questi aspetti”.

Voluta da intellettuali dell’epoca, nel 1960 la Carta di Gubbio era una novità, “perché – ha osservato il prof. Antonio Ciaschi, prorettore dell’Unifortunato e coordinatore scientifico dell’evento con Cesare Crova di Italia Nostra – i centri storici erano abbandonati e serviva qualcosa che li preservasse”. Il Seminario, ha aggiunto “ribadisce l’attualità della Carta di Gubbio sulla salvaguardia e il risanamento dei Centri storici e risponde alla necessità di un esame critico della situazione attuale e delle difficoltà di applicazione”.

L’assessore alla cultura del Comune di Benevento, Rossella Del Prete, ha portato i saluti del comune e del sindaco Mastella: “La collaborazione con l’Unifortunato è sempre stata molto proficua nella direzione di valorizzazione del patrimonio culturale. Con questo ateneo – ha osservato – abbiamo condiviso molte attività, dal tirocinio degli studenti alle attività di formazione e ricerca sul territorio, all’organizzazione, lo scorso anno, della prima edizione della settimana del patrimonio culturale”.

Anche per Luigi De Falco, Vice Presidente Nazionale di Italia Nostra è fondamentale il supporto che le università devono portare ai centri storici. “La conoscenza – ha detto – è uno strumento essenziale per poterli tutelare”. De Falco ha sottolineato anche l’importanza della normativa, ricordando che è approdato in Parlamento il disegno di legge, al quale ha contribuito Italia Nostra, che prevede la tutela dei centri storici, città storiche, borghi e singoli manufatti come le masserie.

Il prof. Marcello Rotili, dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” ha illustrato le evidenze archeologiche a Benevento, dagli scavi di Contrada Cellarulo a quelli nel cuore della città e ha ripercorso la pianificazione urbanistica della città da fine ‘800 agli anni ’90, sottolineando che : “è stata soprattutto l’abnorme edificazione che si è verificata negli anni ’80 e ’90, che ha contribuito a svuotare il centro storico della città. Credo – ha rilevato il prof. Rotili –  che l’intervento urbanistico di oggi debba mirare a riportare il più possibile la vita nel centro storico recuperando il patrimonio edilizio. Qualcosa hanno fatto, lodevolmente, l’università del Sannio e il Conservatorio però è chiaro che una sola istituzione non può fare tutto”.

L’obiettivo dei tre eventi, ha spiegato l’architetto Cesare Crova, di Italia Nostra, “è sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi della Carta di Gubbio, cioè sulla salvaguardia dei centri storici, che non passa attraverso la trasformazione degli edifici in Bed and breakfast o in case vacanze. Non è quello che valorizza o fa rientrare le persone nei centri storici. Bisogna trovare dinamiche che sollecitino la gente a tornare nei centri storici: anche il lavoro agile potrebbe essere interessante per stimolare la gente a tornare in questi spazi, pur con le necessità della vita moderna. Lo scopo dell’iniziativa è quindi porre attenzione alla validità dei temi della Carta di Gubbio e vedere come applicarli ai casi moderni”.

All’evento hanno partecipato anche Massimo Maresca, Presidente Regionale della Campania di Italia Nostra, Alfonso Andria, Presidente CUEBC di Ravello, Federico Marazzi, Università̀ Suor Orsola Benincasa, Giuseppina Renda, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Anna Amalia Villaccio, Consigliera Delegata dell’Ordine degli Architetti di Benevento.

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