‘Città Aperta’: il Direttivo nomina la Segreteria e dà il via libera a documento su Pnrr

Si è riunito nella serata di ieri il Direttivo di ‘Città Aperta’ che ha proceduto alla nomina della Segreteria dell’associazione.

Fanno parte della segreteria: Antonio Parciasepe, GiusePpe Tecce, Fiorella Romano, Rita Marinaro, Luigi De Nigris, Rosa Razzano, Lorenzo Cicatiello, Francesco Calicchio, Antonella Calandrini, Lorenzo Catillo, Annachiara Palmieri.

Il Direttivo, inoltre, ha approvato un documento sul Pnrr che di seguito si riporta integralmente:

Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla” (Papa Francesco).

“Il PNRR è un’opportunità  enorme che si rischia di non cogliere se, per una MANCANZA DI VISIONE RISPETTO AL FUTURO, si rimane schiacciati sull’oggi e sui problemi contingenti.

Da parte dell’amministrazione Mastella si susseguono annunci e proclami sul PNRR, ma nessuno è a conoscenza di quello che si sta facendo e di come si sceglie di candidare la città: QUALE VISIONE, QUALE DIREZIONE E COSA DOVRÀ ESSERE QUESTA CITTÀ NEL 2026.

Dalle note di stampa apprendiamo dell’arruolamento di 4 giovani professionisti a supporto delle attività connesse al PNRR, di un accordo istituzionale con l’Università del Sannio per la progettazione degli interventi e della istituzione di una cabina di regia.

Al momento, tuttavia, sembra che la Città non abbia il diritto di conoscere quali piani siano stati predisposti e quali interventi sono ritenuti prioritari.

NON SOLO IL CONSIGLIO COMUNALE È STATO SIN QUI ESTROMESSO DALLA DISCUSSIONE , ma non risulta, ad oggi, alcun confronto con associazioni di categoria e cittadinanza attiva sui bisogni da soddisfare, gli investimenti da fare, gli obiettivi su cui puntare per la ripresa economica della città.

Ed invece la Comunità, le imprese e il terzo settore, creando una rete aperta che interagisce con i decisori istituzionali, ben possono rappresentare un valore aggiunto e contribuire a recuperare la visione.

“Next Generation Eu” NON È UN ELENCO DELLA SPESA: non basta tirare fuori dai cassetti vecchi progetti e trovare la misura dove collocarli. Occorre piuttosto un disegno strategico, un masterplan degli interventi che indichi con chiarezza e lungimiranza il percorso da seguire e gli obiettivi da raggiungere: non solo nuove opere, ma soprattutto “cura” di quanto esiste sul territorio – a partire dalle periferie – affinché sia possibile limitare sprechi, abbandono e scarti; ricomporre storiche fratture nell’assetto urbano; contenere il consumo di suolo puntando alla riqualificazione degli immobili pubblici dismessi; generare coesione e ricchezza.

Per essere smart, green, sostenibile e innovativo il PNRR deve ridurre sperequazioni, contrastare polarizzazioni e disuguaglianze.

A Benevento come si intende farlo??

Forse è bene ricordare che il PNRR è uno strumento basato sulla performance: la Commissione Ue pagherà non tanto basandosi sulla spesa (sebbene questa dovrà ovviamente essere opportunamente rendicontata), ma focalizzandosi soprattutto sulla realizzazione degli obiettivi intermedi e di lungo periodo che ci si è impegnati a raggiungere sulle singole linee di intervento.

Questo segna un cambio di approccio radicale rispetto alla tradizionale gestione dei fondi strutturali, ed implica una capacità di progettazione e implementazione molto più alta rispetto a quella richiesta per accedere ai programmi Ue tradizionali.

Tutti i bandi del PNRR che riguardano direttamente gli enti locali, stando a quanto assicurato sia dal Mef che dall’Anci, dovranno essere varati entro il 30 giugno 2022, con l’obiettivo di avviare tutti i cantieri entro dicembre 2023.

Ed allora, atteso che il tempo stringe, si dia una decisa accelerazione in direzione di una programmazione finalmente organica e di ampio respiro, che unisca investimenti pubblici – del Recovery Fund,della legge di bilancio, delle Regioni, della nuova programmazione 2021-2027 – e azione delle imprese, così da centrare il principale obiettivo del PNRR: una crescita economica strutturale per le aree maggiormente a rischio di emarginazione, e buona e stabile occupazione per le giovani generazioni”.

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